DIETA VEGETARIANA

Se soffri di diabete, ipertensione, colesterolo e trigliceridi alti, o se hai un problema di sovrappeso o di obesità seguire un regime alimentare di tipo vegetariano può essere un’ottima scelta di salute.

 

Nel lungo periodo però se non si pianifica bene la propria alimentazione potrebbe invece diventare un rischio. Vediamo quindi quali sono i punti critici:

  1. un eccessiva assunzione di fibra alimentare; quest’ultima è sicuramente fondamentale per la salute ed è ormai chiaro che i regimi alimentari occidentali sono troppo poveri di fibra e questo spiega anche l’insorgenza di molte malattie metaboliche. L’apporto giornaliero consigliato è di 25-30 gr al giorno ma alcune volte i regimi vegetariani superano molto questo quantitativo, con un eccesso di acido fitico che ostacola l’assorbimento di calcio, ferro e zinco di cui la dieta vegetariana è già di per se povera.

  2. Rischio di introdurre una maggiore quantità di sostanze dannose se non si è certi della provenienza del prodotto; i cereali integrali mantengono il tegumento esterno e su questo si depositano i residui di fitofarmaci usati in agricoltura, la raffinazione in genere porta via questa parte esterna del chicco e quindi anche le sostanze chimiche depositate.

  3. Carenza di ferro; la forma emica (quella proveniente dalle carni) è la forma chimica maggiormente assorbibile dall’organismo. Solo il 5% del ferro non eme viene assimilato dall’organismo, quindi bisogna bilanciare bene dieta e composizione dl pasto per facilitare al massimo l’assorbimento. La presenza di vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro non eme e in genere i vegetariani mangiando frutta e verdura garantiscono un buon apporto. Proprio per questi motivi la quantità di ferro raccomandata in chi segue un regime vegetariano è di 1,8 volte superiore rispetto ai non vegetariani.

  4. Carenza di vit. B12; la cianocobalamina si trova solo negli alimenti di origine animale, le manifestazioni cliniche da carenza sono molto rare anche perché in genere, le scorte endogene sono sufficienti per 2-3 anni. Una sua carenza è molto frequente nei vegani, ma qualche rischio lo corre anche chi segue una dieta vegetariana se non pianifica bene la propria dieta. L’uso delle alghe marine sembra comunque non essere sufficiente a prevenire la carenza di vit. B12, quindi nella maggior parte dei casi è da prendere in considerazione la possibilità di assumere ciclicamente un integratore nutrizionale specifico.

 

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